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Ri-puliAmo la nostra Spiaggia!

dicembre 3, 2011 in Avvisi, I nostri Comunicati, Iniziative da Staff

Quando abbiamo deciso di far sapere alla gente dell’esistenza del MoVimento Cinque Stelle abbiamo scelto di fare nostra una frase di Mahatma Gandhi che rappresenta perfettamente il motivo per cui tutti noi dovremmo attivarci e fare qualcosa per questo pianeta: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
È una frase abbastanza inflazionata, soprattutto in politica, ma noi cerchiamo ogni giorno di renderle giustizia con i fatti, con i nostri comportamenti, con le azioni. Azioni come quella che si è svolta oggi nella zona costiera della nostra città e che ci ha visto impegnati fianco a fianco con altri cittadini catanzaresi, che ringraziamo vivamente per l’impegno profuso e la sensibilità dimostrata verso la problematica ambientale, stanchi di guardare inermi l’immobilismo delle nostre istituzioni di fronte a gravi problemi della nostra società.
L’entusiasmo delle persone che con noi hanno partecipato a “PuliAmo la nostra spiaggia”, seppur scontrandosi con lo scetticismo di alcuni passanti, probabilmente dettato dalla diffusa disillusione nel poter cambiare le cose, ha permesso di ridare dignità ad un tratto della nostra meravigliosa costa suscitando l’ammirazione e il sostegno di molte altre persone presenti. Le condizioni peggiori di quanto ci aspettassimo, e il tempo necessario a differenziare quanto più possibile i rifiuti raccolti, non ci hanno consentito di fare di più ma… noi non demordiamo e quindi rinnoviamo il nostro invito ad associazioni e liberi cittadini per Sabato 10 dicembre.
Alle ore 9.30 ci troveremo nuovamente presso l’Area Teti (zona porto) per ripetere l’iniziativa odierna. Ricordiamo a quanti volessero darci una mano di partecipare muniti dell’attrezzatura necessaria.

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Alfin siam giunti

giugno 11, 2011 in Acqua, Energia, Riflessioni da Staff

 Oggi è il giorno del silenzio.

Le ultime ore prima dell’apertura dei seggi.

Ci siamo, finalmente.

Le lunghe settimane di attesa stanno per terminare e io non vedo l’ora di conoscere il risultato di questi referendum.

Non vedo l’ora di sapere quanta gente ha colto il messaggio della campagna elettorale portata avanti da migliaia di cittadini in tutto il Paese. Cittadini che si sono impegnati per sopperire alla colpevole e voluta mancanza di informazione da parte degli organi di stampa, delle TV. Delle reti di stato asservite ad un Governo che ha tentato di far saltare le consultazioni referendarie con ogni mezzo lecito e illecito.

Ma l’argomento è già stato affrontato da molti, anche dal sottoscritto, e… Paganini non ripete.

Sono state spiegate le motivazioni che dovrebbero spingere ogni italiano a votare per bloccare il nucleare, per opporsi alla privatizzazione dell’acqua e per difendere l’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge. E allora cosa è rimasto da dire? Ben poco, per la verità.

Questo mio ultimo, accorato, appello al voto vuol fare solo un piccolo passo in più.

Vorrei sottolineare il valore del referendum. Sia chiaro, del referendum come strumento di espressione della volontà popolare e non di questo referendum specifico. Perché è vero che dal 1995 non si raggiunge il quorum, ma è altresì vero che in passato i referendum hanno segnato la storia del nostro Stato.

Senza scomodare il primo e più importante quesito riguardante la scelta fra monarchia e Repubblica, è doveroso ricordare che è grazie ai referendum se leggi su argomenti importanti come il divorzio e l’aborto sono oggi realtà.

Credo che lo spirito che spinse gli italiani a votare in quelle occasioni sia ancora vivo e, soprattutto, credo che l’importanza del voto di domani sia simile, se non superiore, a quella delle chiamate precedenti.

Chiudo con due citazioni. Non vorrei farlo perché oggi, complice un certo social network dalle facce sfogliabili, riportare frasi celebri è divenuto sport nazionale, però, il concetto che vorrei comunicarvi è stato espresso in modo così preciso da due personaggi politici che hanno segnato la storia dell’umanità, che non posso esimermi dall’utilizzare le loro parole.

La prima frase è del Mahatma Gandhi, e recita: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

La seconda è tratta dal discorso di giuramento tenuto da uno dei più grandi statisti che il mondo abbia conosciuto. Nel gennaio del 1961, esortando i cittadini a divenire parte attiva della società, John F. Kennedy disse: “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”.

Il 12 e 13 giugno votate 4 SI. Non perché ve lo dico io, né perché ve lo chiede questo o quel partito. Non fatelo per un’ideologia. Non votate contro qualcosa o qualcuno.

Votate 4 SI perché è giusto farlo. Perché si tratta del vostro, anzi, del nostro futuro. Della nostra vita.

Domenico Genovese – MoVimento Cinque Stelle Catanzaro
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Quello che i referendum non dicono

aprile 23, 2011 in Acqua, Energia, Riflessioni da Staff

Esattamente un mese fa, alla luce del comportamento tenuto dal nostro Governo nei confronti del referendum del 12 e 13 giugno, avevo parlato di fallimento della nostra democrazia. Il NO del governo all’election day e la moratoria di un anno sul nucleare erano, senza alcun dubbio, indici del tentativo dell’esecutivo di bypassare il volere dei cittadini. Ebbene, mai avrei pensato che la situazione, nel giro di trenta giorni, potesse peggiorare ancora.

In questi ultimi giorni il governo ha prima annunciato uno stop sul programma di ritorno allo sfruttamento dell’atomo e poi, come se non bastasse, ha fatto sapere ai cittadini la necessità di un approfondimento legislativo anche sul tema dell’acqua.

Motivazione del tutto campata in aria, tanto quanto quella addotta riguardo la scelta sul nucleare, ovvero la necessità di “acquisire ulteriori evidenze scientifiche”, di fronte alla quale io mi sono chiesto: se questa fosse la verità, significa che, a suo tempo, venne presa una decisione, riguardo un argomento così importante per l’economia e per la salute dei cittadini, senza le dovute basi scientifiche, mentre, se fosse solo una scusa, vuol dire che il Governo ha mentito alla gente. In entrambi i casi, insomma, la popolazione italiana è stata presa in giro.

In qualunque altro paese democratico del globo, un così palese ostruzionismo praticato ai danni della volontà dei cittadini da chi i cittadini stessi dovrebbe rappresentare, non sarebbe tollerato. Nel belpaese, invece, sembra tutto normale. L’evidente germe che affligge la nostra democrazia è divenuto quotidianità. Convive con tutti gli altri difetti della penisola e a nessuno viene in mente che problemi come la disoccupazione, l’inefficienza della pubblica amministrazione, il decadimento della ricerca, la fuga di cervelli, e molti altri ancora sono aggravati, se non causati, da esso.

Questo stato di cose, però, è ulteriormente aggravato dall’interesse ultimo che ha portato a tutto ciò. Il tentativo di sbaraccare in fretta e furia la macchina del referendum è dettato dalla paura che i quesiti sul nucleare e sull’acqua trascinino la gente a votare, permettano di raggiungere il quorum, e facciano sì che venga abrogato anche il legittimo impedimento. Già, perché il quarto quesito riguarda proprio la norma tanto cara a Silvio Berlusconi, che già parecchie volte gli ha permesso di non presentarsi in aula durante udienze dei vari procedimenti legali che lo vedono coinvolto, e che salterebbe in caso di maggioranza dei SI al prossimo referendum.

Per evitare che cose del genere si ripetano, che la nostra classe politica continui ad agire perseguendo fini personali, che siano fatti veramente gli interessi dei cittadini, c’è bisogno di un lungo processo che deve partire dal miglioramento dell’informazione. Io credo che il cambiamento è possibile, è necessario, ma richiede l’impegno di tutti noi. Cominciamo andando a votare SI il 12 e 13 giugno, qualunque sia il numero dei quesiti che ci viene proposto. You must be the change you wish to see in the world (Gandhi).

Domenico Genovese – MoVimento Cinque Stelle Catanzaro
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People have the power

marzo 19, 2011 in Riflessioni da Staff

Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni”. Queste parole furono pronunciate, molti decenni addietro, da un uomo che capì l’importanza del passaggio da un’idea all’azione, e fu in grado di condurre una rivoluzione: Mahatma Gandhi.

Quella frase, apparentemente banale, è intrisa di un enorme significato, spesso ignorato dalla maggioranza delle persone. Essa sottolinea come i buoni propositi, per quanto ammirevoli possano essere, siano completamente inutili quando non sono supportati da azioni concrete.

Lo stivale è pieno di predicatori, di gente pronta a criticare, di moralizzatori che puntano il dito contro questo o quel problema. Dire la propria opinione è legittimo, e non costa nulla, ecco perché tutti lo fanno, e in un paese pieno di problemi è estremamente facile trovare ciò che non va e dare la propria soluzione. Purtroppo, però, rimboccarsi le maniche e adoperarsi affinché questa venga applicata comporta troppa fatica. Ognuno si occupa esclusivamente del proprio orticello.

Ma le cose devono cambiare, le cose possono cambiare se tutti noi lo vogliamo.

Più di trenta anni fa la cantante statunitense Patti Smith cantava “People have the power”. È vero, io ci credo. Noi abbiamo il potere di cambiare il mondo, partendo dal nostro piccolo, da ciò che ci circonda. Insieme si può.

Se chi ha passato i quaranta è ormai distrutto dalle angherie subite, da una vita passata invischiato in una società retta da regole errate, i giovani devono avere l’energia necessaria a mettere in atto un cambiamento.

Il mondo di domani dipende dalle nostre scelte di oggi. Il futuro è nostro, prendiamocelo.

La frase iniziale si conclude con un’esortazione che vale adesso quanto allora e che io riporto a voi: “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Domenico Genovese – MoVimento Cinque Stelle Catanzaro

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