Safe City, l’ennesimo sperpero ai danni dei cittadini

marzo 28, 2013 in I nostri Comunicati da Paolo Parentela

Il portavoce del Movimento 5 stelle alla Camera dei Deputati, Paolo Parentela, non può che unirsi alla proposta lanciata dal Meetup di Catanzaro sulla questione “Safe City” al fine di sottoporla a referendum consultivo. Il vergognoso e inutile sperpero di denaro pubblico che ne consegue finirà per esporre la cittadinanza ad un controllo fortemente limitativo della privacy, senza alcun beneficio concreto. La sicurezza non si ottiene attraverso un controllo invasivo sulla vita quotidiana dei cittadini, ma destinando le risorse economiche ad attività che limitino le iniquità e, di conseguenza, la possibilità di deviazioni criminali. Le zone a sud della città vivono nel degrado più totale e non è installando telecamere (che potrebbero essere distrutte in una notte da qualche delinquente di turno) che si attenua il senso di insicurezza percepito dalla popolazione. Sarebbe più opportuno “accendere la luce” sui quartieri più a rischio, far si che la cittadinanza ne torni a prendere orgogliosamente il possesso, affinché possa viverli in maniera diversa e con serenità, creando, prima, quei presupposti necessari che spaziano dalla riqualificazione delle aree abbandonate ai collegamenti tra periferie e centro urbano. Solo una crescita virtuosa di tutta la città potrà allontanare in maniera definitiva la criminalità dalle strade e non un occhio tecnologico che si limiterebbe solamente a nasconderla. Se si aggiunge l’emergenza del servizio mensa nelle scuole, dei trasporti, e del decoro urbano si giunge a rapida conclusione su quale sarebbe una più corretta distribuzione delle risorse economiche, più funzionale a risolvere veramente i problemi in cui versa la città di Catanzaro in questo delicato momento. Da deputato adotterò tutti gli strumenti che il Parlamento mi attribuisce affinché sia fatta luce su questa vicenda, attivando canali di comunicazione costanti con il Ministero dell’Interno e con l’Autorità Garante della Privacy, senza tralasciare di raccogliere quante più informazioni possibili sulla società “Bunkersec” coinvolta nel progetto “Safe City”dal Comune di Catanzaro.

Paolo Parentela
Deputato Portavoce MoVimento Cinque Stelle

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Benzene nell’Alaco? Scopelliti ci metta la faccia e dia risposte ai cittadini

febbraio 5, 2013 in Acqua, Ambiente, I nostri Comunicati da Staff

L’Arpacal non è accreditato da Accredia: che valenze hanno le sue analisi?

La vicenda del benzene nell’invaso dell’Alaco (Serra San Bruno, Vibo Valentia), che fornisce acqua a 88 Comuni del Vibonese e del Catanzarese, ha raggiunto ogni limite di sopportazione. L’Arpacal ha parlato di “composti aromatici da benzene, espressi come benzene”, dopo aver fornito i risultati più che allarmanti delle ultime analisi.

L’acqua dei rubinetti è maleodorante e sporca, per questo, i cittadini sono costretti da mesi a rifornirsi con i bidoni presso le fonti di cui per fortuna la Calabria è ancora dotata. L’indagine sull’Alaco d’altronde è ancora aperta: l’impianto fu sequestrato nel maggio 2012 e pare non si sia ancora trovato quel certificato che attesta la tipologia e la potabilità dell’acqua, certificato che manca da quando la diga sull’Alaco fu eretta e l’invaso entrò in funzione. I politici stanno a guardare, nessuno da risposte certe alle proprie comunità. Il caso, già gravissimo, provoca ulteriore sconcerto per le analisi e le successive giustificazioni dell’Arpacal, che non può cavarsela, come sta facendo, chiedendo scusa per una piccola svista. In quell’acqua c’è o non c’è il benzene? Chiediamo risposte immediate al presidente Scopelliti che è il primo responsabile della sanità regionale. E ci chiediamo com’è possibile che fino ad ora il governatore non sia mai intervenuto pubblicamente su questa gravissima vicenda.

Gli abitanti di Serra San Bruno e non solo, assieme ai comitati dell’acqua bene comune che da sempre seguono la vicenda, sono pronti a protestare in massa e noi con loro. Ci chiediamo anche che validità abbiano le analisi dell’Arpacal visto che questo ente, al contrario delle Arpa di tutta Italia, non è nemmeno accreditato da “Accredia”. Per chi non lo sapesse, Accredia è l’unico organismo nazionale autorizzato dallo Stato a svolgere attività di controllo in conformità agli standard internazionali della serie Iso 17.000. Come mai chi è esposto al libero mercato deve investire per offrire ai propri clienti un servizio efficiente ed efficace, mentre l’Arpacal, che è un ente pubblico e quindi della comunità, non ha questi obiettivi? Come mai prima di esporre la comunità a rischi non si ha la forza per esporsi all’occhio critico di un organismo di vigilanza?

Chi ha il dovere di garantire e monitorare la salute dei cittadini dovrebbe prima preoccuparsi di monitorare le proprie competenze.

MoVimento5Stelle Calabria

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NO alla centrale a Biomassa di Sorbo San Basile

gennaio 25, 2013 in Ambiente, Energia, I nostri Comunicati da Staff

Arriva il freddo, scende la neve. Tutti in Sila. Immaginate il vostro viaggio tra qualche anno: la tangenziale di Catanzaro, Piterà, Sant’Elia, il Lago del Passante. Da lontano vedrete un grande camino sputare fumo per produrre energia. Siete a meno di 4 Km di strada dall’inizio di un Parco Nazionale, in un posto che “rischiava” seriamente di diventare patrimonio universale dell’unesco anche per la qualità della sua aria. Siete vicini, troppo vicini, ad un laghetto artificiale che rifornisce di acqua la città di Catanzaro ed una buona fetta della sua provincia, insieme a molti comuni del crotonese. Terra di piccole aziende agricole che da anni si impegnano per conservare la qualità dei propri prodotti tradizionali riconosciuti dal Bur. In un territorio IGP per la patata silana con il marchio DOC sui propri caciocavallo. Ed è proprio in questo territorio che la Regione Calabria ha autorizzato la costruzione di una centrale a Biomasse della societa’ “Anz Power s.r.l.”, nei confini comunali di Sorbo San Basile in località Pian di Moggio. Un impianto enorme (112 metri di lunghezza per 50 di larghezza), che produrrà energia elettrica per 4,2 Mw e che a pieno regime consumerà qualcosa come 40.000 tonnellate di quello che, tecnicamente viene detto “cippato di legno vergine”, ma che nella lingua dei comuni mortali si legge alberi.
Una centrale che utilizzerà circa 6.000 metri cubi ti acqua all’anno e produrrà circa 1500 tonnellate di ceneri da smaltire (considerate a tutti gli effetti rifiuti speciali). Ma non finisce qui: centrali di questo tipo potrebbero essere utilizzate anche per incenerire rifiuti. Le polveri sottili, la diossina e le sostanze inquinanti prodotte dalla combustione si poggeranno sui terreni agricoli, finendo nei nostri piatti, ma anche nel Lago del Passante, per poi uscire dai nostri rubinetti.
Gli enti di competenza hanno addirittura giudicato positivo il “piano di approvvigionamento della materia prima” (il legno ndr) nonostante la Regione Calabria abbia redatto ed approvato un piano di sviluppo 2007/2013 che enuncia testualmente: “vista la presenza di centrali a biomassa in essere nella nostra regione (Cutro, Strogoli, ecc…) non esiste legname a sufficienza da poter garantire l’approvvigionamento in centrali con potenza superiore al mw”.
Una prospettiva che non vogliamo neanche prendere in considerazione perché rappresenta un ennesimo attentato ad una fetta di terra su cui si dovrebbe puntare per un vero rilancio turistico che risalti la bellezza delle montagne, la presenza di acque limpide e la purezza della propria aria. Continuano ad aggredire il nostro territorio in nome di uno sviluppo fasullo, fatto di troppo inquinamento e speculazioni che impoveriscono, invece di arricchire: quante aziende agricole e quante strutture di ricezione turistica chiuderebbero i battenti?
Il MoVimento Cinque Stelle Calabria appoggia la battaglia condotta dal comitato “No alla Centrale Biomassa di Sorbo San Basile”, che da anni si batte attraverso esposti alla procura, diverse denunce ed una petizione popolare. Iniziative che non sono state ascoltate dalla Regione Calabria, che ha dato il via libera alla costruzione della centrale, rendendo opportuno, il 13 dicembre scorso, la presentazione di ricorso al TAR da parte dei legali Nardi e Calzone. La sentenza definitiva da parte dei magistrati sulla costruzione o meno della struttura avverrà il prossimo luglio. La speranza è che i cittadini calabresi si mobilitino contro una centrale dannosa (per l’economia e l’ambiente) oltre che inutile, visto che la nostra Regione produce già il 64% in più dell’energia elettrica che consuma (dati Terna al 31/12/2011).
Per sensibilizzare la cittadinanza, verranno organizzate diverse iniziative che ci vedrà presenti insieme al Comitato e che, speriamo, possano coinvolgere più gente possibile al fine di poter fermare questo ennesimo attentato alla nostra terra.

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Parcheggio multipiano in Via Carlo V? No grazie!

novembre 16, 2012 in I nostri Comunicati, Politica locale da Staff

Avreste mai immaginato di affacciarvi da via Carlo V e non vedere la Fiumarella a valle? Avreste mai creduto che altro cemento sarà colato in una zona ad altissimo rischio idrogeologico già colpita duramente dagli ultimi eventi alluvionali? Avreste mai sognato che qualcuno possa, anche solo per ipotesi, costruire laddove ragione e prevenzione sconsiglierebbero anche solo di piantare un chiodo? Se credete sia un sogno, bé per qualcuno lo è. Un megaparcheggio multipiano sorgerà sulle falde instabili del costone di montagna che sorregge (chissà ancora per quanto) via Carlo V di Catanzaro. Immaginate una collina friabile e già profondamente segnata. Immaginate ruspe e mezzi di lavoro enormi scavare e scuotere le fondamenta della roccia. Immaginate come potranno dormire tranquilli i cittadini catanzaresi che ci vivono sopra. Ed, infine, immaginate migliaia di tonnellate di nudo cemento che gravano su una terra stanca di sopportare gli abusi dell’ingegneria civile nostrana. Leggi il resto di questa voce →

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