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Quello che i referendum non dicono

aprile 23, 2011 in Acqua, Energia, Riflessioni da Staff

Esattamente un mese fa, alla luce del comportamento tenuto dal nostro Governo nei confronti del referendum del 12 e 13 giugno, avevo parlato di fallimento della nostra democrazia. Il NO del governo all’election day e la moratoria di un anno sul nucleare erano, senza alcun dubbio, indici del tentativo dell’esecutivo di bypassare il volere dei cittadini. Ebbene, mai avrei pensato che la situazione, nel giro di trenta giorni, potesse peggiorare ancora.

In questi ultimi giorni il governo ha prima annunciato uno stop sul programma di ritorno allo sfruttamento dell’atomo e poi, come se non bastasse, ha fatto sapere ai cittadini la necessità di un approfondimento legislativo anche sul tema dell’acqua.

Motivazione del tutto campata in aria, tanto quanto quella addotta riguardo la scelta sul nucleare, ovvero la necessità di “acquisire ulteriori evidenze scientifiche”, di fronte alla quale io mi sono chiesto: se questa fosse la verità, significa che, a suo tempo, venne presa una decisione, riguardo un argomento così importante per l’economia e per la salute dei cittadini, senza le dovute basi scientifiche, mentre, se fosse solo una scusa, vuol dire che il Governo ha mentito alla gente. In entrambi i casi, insomma, la popolazione italiana è stata presa in giro.

In qualunque altro paese democratico del globo, un così palese ostruzionismo praticato ai danni della volontà dei cittadini da chi i cittadini stessi dovrebbe rappresentare, non sarebbe tollerato. Nel belpaese, invece, sembra tutto normale. L’evidente germe che affligge la nostra democrazia è divenuto quotidianità. Convive con tutti gli altri difetti della penisola e a nessuno viene in mente che problemi come la disoccupazione, l’inefficienza della pubblica amministrazione, il decadimento della ricerca, la fuga di cervelli, e molti altri ancora sono aggravati, se non causati, da esso.

Questo stato di cose, però, è ulteriormente aggravato dall’interesse ultimo che ha portato a tutto ciò. Il tentativo di sbaraccare in fretta e furia la macchina del referendum è dettato dalla paura che i quesiti sul nucleare e sull’acqua trascinino la gente a votare, permettano di raggiungere il quorum, e facciano sì che venga abrogato anche il legittimo impedimento. Già, perché il quarto quesito riguarda proprio la norma tanto cara a Silvio Berlusconi, che già parecchie volte gli ha permesso di non presentarsi in aula durante udienze dei vari procedimenti legali che lo vedono coinvolto, e che salterebbe in caso di maggioranza dei SI al prossimo referendum.

Per evitare che cose del genere si ripetano, che la nostra classe politica continui ad agire perseguendo fini personali, che siano fatti veramente gli interessi dei cittadini, c’è bisogno di un lungo processo che deve partire dal miglioramento dell’informazione. Io credo che il cambiamento è possibile, è necessario, ma richiede l’impegno di tutti noi. Cominciamo andando a votare SI il 12 e 13 giugno, qualunque sia il numero dei quesiti che ci viene proposto. You must be the change you wish to see in the world (Gandhi).

Domenico Genovese – MoVimento Cinque Stelle Catanzaro

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Fermiamo il nucleare

marzo 19, 2011 in Ambiente, Energia, Riflessioni da Staff

Gli occhi di tutto il mondo sono da giorni puntati, giustamente, sulla tragedia giapponese. In Europa il terremoto nipponico ha dato nuovo vigore ad una diatriba che, tra alti e bassi, va avanti da molti anni. È lo scontro sul nucleare.

Favorevoli e contrari all’energia atomica da decenni sventolano le proprie convinzioni. Decine di governi in tutto il mondo hanno sfruttato questa fonte energetica, mentre altri si interrogavano sulla sua validità e le sue conseguenze sulla popolazione.

L’Italia negli anni ’60 avviò la costruzione delle sue centrali, arrivando ad averne quattro in funzione (la quinta, che avrebbe dovuto sorgere a Montalto di Castro, fu convertita in una centrale a policombustibile) lungo tutto il suo territorio. Nel 1987, però, sulla scia dell’incidente avvenuto un anno prima a Chernobyl, il più grave disastro nucleare della storia, i cittadini italiani votarono a favore di tre referendum che, seppur non vietando espressamente la costruzione di nuove centrali, né l’utilizzo di quelle esistenti, abrogarono i contributi a favore degli enti locali sedi dei siti atomici, la norma che permetteva al CIPE di decidere sulla localizzazione dei siti in caso di disaccordo con i comuni e quella che consentiva all’ENEL di investire nel nucleare all’estero.

Di fatto, ciò segnò la fine dell’esperienza nucleare italiana.

Oggi il Governo ha deciso di riavviare il programma nucleare, e i prossimi 12 e 13 giugno saremo chiamati a votare un nuovo referendum riguardante l’abrogazione della norma che permette la realizzazione di nuove centrali elettronucleari. Il no del Governo all’election day è stata, ovviamente, una mossa volta a sfavorire il raggiungimento del quorum, ma l’emergenza del sol levante potrebbe giocare un ruolo importante nella vicenda. Le coscienze degli italiani potrebbero essere toccate da ciò che sta accadendo in Giappone, spingendo molti a recarsi alle urne.

Se questo non dovesse bastare, e se qualcuno ancora avesse dei dubbi riguardo alla legittimità di un ritorno allo sfruttamento dell’atomo, sappiate che la Germania ha accelerato il programma di dismissione delle sue centrali, cominciando dai rettori più datati.

Inoltre, è importante sapere che:

  • uno studio commissionato dal governo tedesco ( KiKK study) ha evidenziato un aumento delle leucemie infantili, e altri tumori, nei pressi delle centrali, stabilendo una relazione statistica tra la distanza dalla centrale e il tasso di tumori;
  • uno dei principali problemi dell’energia nucleare è lo smaltimento delle scorie, nessun paese al mondo ha un deposito definitivo per lo stoccaggio delle scorie ad alta radioattività; l’Italia paga ancora oggi, dagli anni ’60, per lo stoccaggio delle nostre scorie, in attesa del loro riprocessamento, a Sellafield (UK).

Il 12 giugno andate a votare. Un SI per fermare il nucleare.

P.S. Un’ampia inchiesta sul nucleare è stata svolta dal programma tv “Presa Diretta”.Qui trovate la puntata.

Domenico Genovese – MoVimento Cinque Stelle Catanzaro

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