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NO alla centrale a Biomassa di Sorbo San Basile

gennaio 25, 2013 in Ambiente, Energia, I nostri Comunicati da Staff

Arriva il freddo, scende la neve. Tutti in Sila. Immaginate il vostro viaggio tra qualche anno: la tangenziale di Catanzaro, Piterà, Sant’Elia, il Lago del Passante. Da lontano vedrete un grande camino sputare fumo per produrre energia. Siete a meno di 4 Km di strada dall’inizio di un Parco Nazionale, in un posto che “rischiava” seriamente di diventare patrimonio universale dell’unesco anche per la qualità della sua aria. Siete vicini, troppo vicini, ad un laghetto artificiale che rifornisce di acqua la città di Catanzaro ed una buona fetta della sua provincia, insieme a molti comuni del crotonese. Terra di piccole aziende agricole che da anni si impegnano per conservare la qualità dei propri prodotti tradizionali riconosciuti dal Bur. In un territorio IGP per la patata silana con il marchio DOC sui propri caciocavallo. Ed è proprio in questo territorio che la Regione Calabria ha autorizzato la costruzione di una centrale a Biomasse della societa’ “Anz Power s.r.l.”, nei confini comunali di Sorbo San Basile in località Pian di Moggio. Un impianto enorme (112 metri di lunghezza per 50 di larghezza), che produrrà energia elettrica per 4,2 Mw e che a pieno regime consumerà qualcosa come 40.000 tonnellate di quello che, tecnicamente viene detto “cippato di legno vergine”, ma che nella lingua dei comuni mortali si legge alberi.
Una centrale che utilizzerà circa 6.000 metri cubi ti acqua all’anno e produrrà circa 1500 tonnellate di ceneri da smaltire (considerate a tutti gli effetti rifiuti speciali). Ma non finisce qui: centrali di questo tipo potrebbero essere utilizzate anche per incenerire rifiuti. Le polveri sottili, la diossina e le sostanze inquinanti prodotte dalla combustione si poggeranno sui terreni agricoli, finendo nei nostri piatti, ma anche nel Lago del Passante, per poi uscire dai nostri rubinetti.
Gli enti di competenza hanno addirittura giudicato positivo il “piano di approvvigionamento della materia prima” (il legno ndr) nonostante la Regione Calabria abbia redatto ed approvato un piano di sviluppo 2007/2013 che enuncia testualmente: “vista la presenza di centrali a biomassa in essere nella nostra regione (Cutro, Strogoli, ecc…) non esiste legname a sufficienza da poter garantire l’approvvigionamento in centrali con potenza superiore al mw”.
Una prospettiva che non vogliamo neanche prendere in considerazione perché rappresenta un ennesimo attentato ad una fetta di terra su cui si dovrebbe puntare per un vero rilancio turistico che risalti la bellezza delle montagne, la presenza di acque limpide e la purezza della propria aria. Continuano ad aggredire il nostro territorio in nome di uno sviluppo fasullo, fatto di troppo inquinamento e speculazioni che impoveriscono, invece di arricchire: quante aziende agricole e quante strutture di ricezione turistica chiuderebbero i battenti?
Il MoVimento Cinque Stelle Calabria appoggia la battaglia condotta dal comitato “No alla Centrale Biomassa di Sorbo San Basile”, che da anni si batte attraverso esposti alla procura, diverse denunce ed una petizione popolare. Iniziative che non sono state ascoltate dalla Regione Calabria, che ha dato il via libera alla costruzione della centrale, rendendo opportuno, il 13 dicembre scorso, la presentazione di ricorso al TAR da parte dei legali Nardi e Calzone. La sentenza definitiva da parte dei magistrati sulla costruzione o meno della struttura avverrà il prossimo luglio. La speranza è che i cittadini calabresi si mobilitino contro una centrale dannosa (per l’economia e l’ambiente) oltre che inutile, visto che la nostra Regione produce già il 64% in più dell’energia elettrica che consuma (dati Terna al 31/12/2011).
Per sensibilizzare la cittadinanza, verranno organizzate diverse iniziative che ci vedrà presenti insieme al Comitato e che, speriamo, possano coinvolgere più gente possibile al fine di poter fermare questo ennesimo attentato alla nostra terra.

L’incenerimento della politica

marzo 25, 2012 in Ambiente, Economia Locale, Energia, Politica locale, Rifiuti, Riflessioni da maxestro

Ieri sera, facendo zapping con il telecomando della mia tv, mi imbatto nel faccione di uno dei due candidati a sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che inquadrato in primo piano e con un candore quasi disarmante stava per enunciare la sua “ricetta” per risolvere il problema dei rifiuti nella città capoluogo. Ascolto e rabbrividisco. Leggi il resto di questa voce →

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Alfin siam giunti

giugno 11, 2011 in Acqua, Energia, Riflessioni da Staff

 Oggi è il giorno del silenzio.

Le ultime ore prima dell’apertura dei seggi.

Ci siamo, finalmente.

Le lunghe settimane di attesa stanno per terminare e io non vedo l’ora di conoscere il risultato di questi referendum.

Non vedo l’ora di sapere quanta gente ha colto il messaggio della campagna elettorale portata avanti da migliaia di cittadini in tutto il Paese. Cittadini che si sono impegnati per sopperire alla colpevole e voluta mancanza di informazione da parte degli organi di stampa, delle TV. Delle reti di stato asservite ad un Governo che ha tentato di far saltare le consultazioni referendarie con ogni mezzo lecito e illecito.

Ma l’argomento è già stato affrontato da molti, anche dal sottoscritto, e… Paganini non ripete.

Sono state spiegate le motivazioni che dovrebbero spingere ogni italiano a votare per bloccare il nucleare, per opporsi alla privatizzazione dell’acqua e per difendere l’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge. E allora cosa è rimasto da dire? Ben poco, per la verità.

Questo mio ultimo, accorato, appello al voto vuol fare solo un piccolo passo in più.

Vorrei sottolineare il valore del referendum. Sia chiaro, del referendum come strumento di espressione della volontà popolare e non di questo referendum specifico. Perché è vero che dal 1995 non si raggiunge il quorum, ma è altresì vero che in passato i referendum hanno segnato la storia del nostro Stato.

Senza scomodare il primo e più importante quesito riguardante la scelta fra monarchia e Repubblica, è doveroso ricordare che è grazie ai referendum se leggi su argomenti importanti come il divorzio e l’aborto sono oggi realtà.

Credo che lo spirito che spinse gli italiani a votare in quelle occasioni sia ancora vivo e, soprattutto, credo che l’importanza del voto di domani sia simile, se non superiore, a quella delle chiamate precedenti.

Chiudo con due citazioni. Non vorrei farlo perché oggi, complice un certo social network dalle facce sfogliabili, riportare frasi celebri è divenuto sport nazionale, però, il concetto che vorrei comunicarvi è stato espresso in modo così preciso da due personaggi politici che hanno segnato la storia dell’umanità, che non posso esimermi dall’utilizzare le loro parole.

La prima frase è del Mahatma Gandhi, e recita: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

La seconda è tratta dal discorso di giuramento tenuto da uno dei più grandi statisti che il mondo abbia conosciuto. Nel gennaio del 1961, esortando i cittadini a divenire parte attiva della società, John F. Kennedy disse: “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”.

Il 12 e 13 giugno votate 4 SI. Non perché ve lo dico io, né perché ve lo chiede questo o quel partito. Non fatelo per un’ideologia. Non votate contro qualcosa o qualcuno.

Votate 4 SI perché è giusto farlo. Perché si tratta del vostro, anzi, del nostro futuro. Della nostra vita.

Domenico Genovese – MoVimento Cinque Stelle Catanzaro
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Quello che i referendum non dicono

aprile 23, 2011 in Acqua, Energia, Riflessioni da Staff

Esattamente un mese fa, alla luce del comportamento tenuto dal nostro Governo nei confronti del referendum del 12 e 13 giugno, avevo parlato di fallimento della nostra democrazia. Il NO del governo all’election day e la moratoria di un anno sul nucleare erano, senza alcun dubbio, indici del tentativo dell’esecutivo di bypassare il volere dei cittadini. Ebbene, mai avrei pensato che la situazione, nel giro di trenta giorni, potesse peggiorare ancora.

In questi ultimi giorni il governo ha prima annunciato uno stop sul programma di ritorno allo sfruttamento dell’atomo e poi, come se non bastasse, ha fatto sapere ai cittadini la necessità di un approfondimento legislativo anche sul tema dell’acqua.

Motivazione del tutto campata in aria, tanto quanto quella addotta riguardo la scelta sul nucleare, ovvero la necessità di “acquisire ulteriori evidenze scientifiche”, di fronte alla quale io mi sono chiesto: se questa fosse la verità, significa che, a suo tempo, venne presa una decisione, riguardo un argomento così importante per l’economia e per la salute dei cittadini, senza le dovute basi scientifiche, mentre, se fosse solo una scusa, vuol dire che il Governo ha mentito alla gente. In entrambi i casi, insomma, la popolazione italiana è stata presa in giro.

In qualunque altro paese democratico del globo, un così palese ostruzionismo praticato ai danni della volontà dei cittadini da chi i cittadini stessi dovrebbe rappresentare, non sarebbe tollerato. Nel belpaese, invece, sembra tutto normale. L’evidente germe che affligge la nostra democrazia è divenuto quotidianità. Convive con tutti gli altri difetti della penisola e a nessuno viene in mente che problemi come la disoccupazione, l’inefficienza della pubblica amministrazione, il decadimento della ricerca, la fuga di cervelli, e molti altri ancora sono aggravati, se non causati, da esso.

Questo stato di cose, però, è ulteriormente aggravato dall’interesse ultimo che ha portato a tutto ciò. Il tentativo di sbaraccare in fretta e furia la macchina del referendum è dettato dalla paura che i quesiti sul nucleare e sull’acqua trascinino la gente a votare, permettano di raggiungere il quorum, e facciano sì che venga abrogato anche il legittimo impedimento. Già, perché il quarto quesito riguarda proprio la norma tanto cara a Silvio Berlusconi, che già parecchie volte gli ha permesso di non presentarsi in aula durante udienze dei vari procedimenti legali che lo vedono coinvolto, e che salterebbe in caso di maggioranza dei SI al prossimo referendum.

Per evitare che cose del genere si ripetano, che la nostra classe politica continui ad agire perseguendo fini personali, che siano fatti veramente gli interessi dei cittadini, c’è bisogno di un lungo processo che deve partire dal miglioramento dell’informazione. Io credo che il cambiamento è possibile, è necessario, ma richiede l’impegno di tutti noi. Cominciamo andando a votare SI il 12 e 13 giugno, qualunque sia il numero dei quesiti che ci viene proposto. You must be the change you wish to see in the world (Gandhi).

Domenico Genovese – MoVimento Cinque Stelle Catanzaro
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